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V7 Sport: "La miglior moto del suo tempo"

 

(Intervista a Marco Ragni...prima dell'euro)


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Marco qual è il tuo primo ricordo della v7 sport?
Ho un bel ricordo, quando con mio padre e Bertacchini, allora concessionario a Reggio, ma anche grande ex pilota, andammo a Mandello per ritirare la prima moto. Ero un ragazzino e mi feci tutto il viaggio di ritorno dietro seduto su questa moto che rappresentava un sogno (era il telaio rosso).

 

Fu un bel passo avanti per la Guzzi?
Non c'era paragone con le versioni v7 precedenti, solo il motore conservava la sua architettura a V, molte modifiche erano state apportate da Tonti, il telaio era una forza in quanto proprio li si concentrarono le maggiori novità. Ci fu con questa moto anche un ritorno nelle corse da parte della Guzzi che optò per le gare di durata (Imola, Monza) che apportavano in quegli anni un grosso ritorno d'immagine, eravamo anche freschi di recods con lo special e quegli stessi piloti ottennero buoni piazzamenti in queste gare.

 

Quali erano le altre modifiche che questa moto presentò rispetto allo special?
Diciamo che con la sport la v7 si lanciava nel futuro, infatti fino alla le Mans 1000 rimarrà pressochè invariata l'architettura delle moto: l'aternatore che alleggeriva il motore, funzionando anche meglio della dinamo, il motore più alto, i carburatori da 30 con camera di scoppio più spinta, il cambio a cinque marce, la forcella, ed in generale lo stile della moto; filante e pulito ancora moderno oggi, quel colore poi...

 

A proposito, i colori..
Lo sport nasce verde con il telaio rosso, ma per poco, come tutti sanno diverrà nero in seguito. Le differenze si hanno sulle decalco del serbatoio che saranno serigrafate, o addirittura con la scritta Moto Guzzi in rilevo. Ci fu anche verso la fine produzione ('75) un azzurro ed un rosso metallizzato, arriveranno poi gli S con la livrea nera, ma questa è un'altra storia.

 

I difetti, a parte la frenatura, quali erano?
La rapportatura del cambio molto lunga, in particolare la prima, in molti all'epoca cambiarono la coppia conica con quella del GT, il motorino d'avviamento che era più piccolo e tendeva a sgranare, le canne dei cilindri che si scromavano facilmente, ma questo è un difetto genetico delle v7, c'erano poi piccole cose come i blocchetti devioluci che erano ancora quelli vecchi, mancava ancora il filtro olio, questa era una politica guzzi che fino al '75 non lo monterà. La scatola del cardano era quella del GT, più grossa, ma vedremo in seguito che verrà rimontata quella piccola, forse il cliente dava più fiducia a quei 100 grammi di olio in più per un organo che faceva un po' paura.

 

Insomma in sostanza una gran moto! Come comportarsi per i lavori di restauro, quanto potremmo spendere?
Si proprio una bella moto, quando le novità la Guzzi le presentava davvero!! Adesso già trovarne una è una fortuna, già restaurate ti sparano cifre esagerate. Comunque è una moto di valore, diciamo che trovarne una da verniciare con motore da rifare non spenderei più di 5-6 milioni in modo da arrivare alla fine con una cifra che viaggia sugli 8-9 milioni. Ma è tutto teorico ognuno ha i suoi limiti di spesa, e la passione a volte fa brutti scherzi. Per i lavori di restauro consiglio di mettere a posto in particolare il motore, l'estetica si può rifare con il tempo, queste moto hanno subito nella maggior parte dei casi utilizzi estremi e vanno rese sicure in primis. Poi si potranno utilizzare ancora con tanta soddisfazione.

 
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