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Marco Simone e l'inzio di una passione

 

Roma...anni sessanta...avevo circa 7/8 anni, quasi tutte le domeniche mio padre ci portava, me e mio fratello, a Villa Borghese o al Pincio per passare la mattinata al parco; Villa Borghese...li' ho visto per la prima volta, in un cinema di legno, che funzionava solo la domenica mattina con un unico spettacolo, i cartoni animati di Tom & Jerry, li' ho imparato ad andare in bicicletta senza ruotine, veramente una bicicletta con le ruotine non l'ho mai avuta, quindi li' sono salito per la prima volta su una bicicletta ed in una mattinata ho imparato ad andare in bicicletta; i viali, gli alberi, i Carabinieri a cavallo come quelli che si vedevano sulle copertine delle riviste di quei tempi o sui calendari di oggi, come il film di Manfredi.


Il percorso da casa a Villa Borghese si faceva in autobus anzi filobus, a quei tempi a Roma c'erano filobus e tram, qualche volta l'autista si fermava ed il bigliettaio, esisteva il bigliettaio, come nel film di Fabrizi, scendeva e rimetteva a posto il pantografo che era scappato via dal filo e penzolava sul tetto, poi si ripartiva, il mio posto preferito era d'avanti, come tutti i bambini immagino, di fianco all'autista, guardavo la strada, le poche macchine che circolavano ed i movimenti dell'autista, qualche volta capitava d'incrociare uno squadrone di Corazzieri in alta uniforme, elmo con la coda che fluttuava o che ricadeva sulle spalle, corazza scintillante, guanti bianchi e stivaloni fin sopra il ginocchio, neri, cavalcavano quasi sempre cavalli bianchi, era un'emozione unica, circa venti di questi Cavalieri che avanzavano, busto eretto, volto in avanti, serio, il suono acuto degli zoccoli sull'asfalto mi faceva sognare, sogni che mi portavano indietro come se mi trovassi nel Medio Evo, ci si sentiva...protetti, eccoli i nostri difensori i nostri eroi...pensavo, come puo' pensare un bambino di 7 anni.


Una mattina...li vidi...uno squadrone, di uomini in un'impeccabile divisa blu' casco, occhialoni, guanti neri ed immancabili stivali fino al ginocchio, erano disposti a punta di freccia e circondavano una macchina anch'essa blu', procedevano piano quasi al rallentatore, anzi non erano loro che andavano lenti era tutto cio' che li circondava che rallentava, sembrava che il mondo rallentasse la sua corsa su se stesso per poter ammirare quella magnificenza che avanzava, eretti, volto in avanti, erano un muro impenetrabile, perfetti nel loro schieramento, nonostante i finestrini chiusi del filobus si sentiva un rombo armonioso che si avvicinava, quel..."rumore" era musica, il crescendo di un concerto di musica classica, come "La cavalcata delle Walchirie" o "Il Bolero" un rombo che ti scuoteva il petto ma che per le orecchie era un ritmo piacevole sempre piu' forte man mano che si avvicinava, la fonte di quella piacevole musica veniva dai loro "destrieri" non stupendi cavalli bianchi ma stupendi cavalli metallici, non sapevo cosa fossero ma ne restai incantato, i miei occhi si incollarono su quelle cavalcature scintillanti e dal suono armonioso che ......incuteva rispetto.
Erano blu', lucide, imponenti, non le persi di vista neanche un secondo, in quei brevi attimi di totale estasi si accese in me una scintilla che diede vita ad un fuoco, il fuoco della passione per quel destriero che prima o poi sarebbe stato mio.

 

nixon1969 Visita del Presidente Nixon a Roma - 1969


Nessun'altra moto mi faceva girare prima che arrivasse, i rumori delle altre non mi attraevano, la musica, lo stile e l'imponenza di quella moto invece mi facevano tremare di desiderio, dovevo vederla prima che scomparisse in mezzo al traffico o dietro qualche curva.
Da allora, per me, andare a Villa Borghese o comunque girare per Roma significava essere alla continua ricerca del passaggio di quelle moto fantastiche, speravo sempre di incrociare qualche scorta per assaporare il piacere di vederle.
Molto dopo scoprii che quelle erano delle Moto Guzzi e...purtroppo solo all'eta di 41 anni sono riuscito a comprare la mia prima moto, un'850GT del '72 che curo come un figlio e con cui giro, da quest'anno (2001) anche d'inverno.

 

 

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Non me ne separero' mai, nella mia vita ci saranno solo e sempre Moto Guzzi ma questa e' e sara' speciale, sara' sempre con me e quando vado in giro con lei assaporando tutte le gioie che sa darmi, se vedo un bambino che mi guarda sorrido e lo saluto come se salutassi me stesso quella volta sul filobus.

 

Grazie a tutti voi che condividete questa passione.

 

Cosi' era appena comprata:

 

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